Perchè le persone non cambiano?

Per quale ragione le persone, anche se motivate dalle migliori intenzioni, resistono ai cambiamenti e non riescono a realizzare ciò che più desiderano ottenere? Come si possono superare le proprie resistenze al cambiamento? Come possono i manager attivare i cambiamenti necessari per rimanere competitivi in un mondo in continua evoluzione?

Se sei come la maggior parte dei professionisti coi quali lavoriamo, in passato ti sei attivato per migliorare e dunque cambiare un tuo comportamento: hai partecipato a corsi di formazione, letto libri, delineato piani di auto-miglioramento. Forse hai cambiato le cose per un po’ di tempo, ma alla fine sei tornato ai tuoi modi abituali di relazionarti, lavorare e pensare. Ti sarai domandato: “C’è una mia mancanza di volontà?”, “Sono forse incapace di cambiare?”.

Sappi che anche quando si tratta di vita o di morte la capacità di cambiare rimane una delle grandi sfide per la maggior parte delle persone. “Cambia o muori”. Questa è la scelta che i medici danno ai loro pazienti con insufficienza cardiaca. Ma soltanto una persona su sette è in grado di fare i necessari cambiamenti di vita (dieta e movimento).

Il cambiamento non è dunque questione solo di motivazione. Ognuno di noi ha sviluppato nel tempo un suo “sistema immunitario al cambiamento” che lo blocca nel raggiungere i propri obiettivi, indipendentemente da quanto lo possa desiderare.

Partendo da questo dato di fatto Robert Kegan e Lisa L. Lahey, entrambi professori ad Harvard ed autori del libro “Immunity to Change: How to Overcome it and Unlock the Potential in Yourself and your Organitation” hanno ideato una metodologia efficace per comprendere e superare la natura delle proprie resistenze al cambiamento. Hanno cercato di capire cosa si cela dietro le nostre abitudini ed i nostri sistemi di pensiero. Hanno scoperto che dietro ogni nostro comportamento abituale vi è una forte convinzione che ci mantiene in quello stato ed impedisce qualsiasi cambiamento che possa scalfire questo status quo.

Ad esempio: se sono un manager sommerso dal lavoro potrei avere deciso di accrescere la mia capacità di delegare. Ho sinceramente voglia di farlo. Eppure per quanto mi sforzi non riesco a farlo quanto vorrei. Perché? Non è una questione di mancanza di skill (magari ho fatto dei corsi, letto dei libri, visto altri manager farlo). So come si fa ma non riesco a farlo. Il fatto è che mi sono dimenticato che tempo fa, dopo un’esperienza di delega “finita male”, mi ero promesso che mai avrei più perso il controllo sul mio lavoro. Ho così dato l’input al mio cervello di allontanare da me qualsiasi situazione che mi potrebbe potenzialmente far perdere il controllo del mio lavoro. Ho inconsapevolmente attivato il mio sistema immunitario psicologico: il mio cervello continua a seguire le mie istruzioni evitandomi di ritrovarmi nelle situazioni spiacevoli o “pericolose”. Esso continua a seguire quell’input, senza accorgersi che oggi vi sono situazioni in cui quell’ordine non andrebbe più eseguito. La mia mente entra in conflitto con se stessa (continua a ricevere delle istruzioni contrapposte) ed io mi ritrovo in una situazione di stallo… per quanto possa volere un cambiamento non riesco ad attuarlo. E’ come se avessi un piede sull’acceleratore ed uno sul freno mentre guido la mia macchina.

La metodologia “Immunity to Change” è uno dei pochi approcci di Change Management che permette di esplorare in modo semplice le radici profonde delle proprie resistenze al cambiamento e di identificare delle modalità efficaci per superarle, indipendentemente dalla tipologia di cambiamento desiderato. La metodologia può essere utilizzata sia in sessioni di coaching individuali che di gruppo. Viene spesso inserita nei percorsi formativi aziendali quali i Leadership Program.

Nell’allegato troverai maggiori informazioni sul prossimo percorso formativo di gruppo IMMUNITY TO CHANGE